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11/03/2010 - 20.39
Preoccupante sentenza della Cassazione
Gli irregolari vanno espulsi anche se hanno figli che frequentano la scuola dell’obbligo.

Esprimiamo molta preoccupazione per un giudizio che rischia di coinvolgere diversi nuclei familiari che in questo modo verrebbero divisi con tutte le conseguenze negative che è facile immaginare.
E' necessario convocare un tavolo di confronto con il governo per evitare che sentenze contrastanti possano ingenerare dubbi, favorendo disparità di trattamento destinate a penalizzare i cittadini stranieri presenti nel nostro Paese.
Auspichiamo dunque che si possa trovare una soluzione adeguata nell’interesse delle famiglie e a tutela dei minori coinvolti.

La Cassazione, sottolinea  come la scuola non possa essere un motivo "straordinario" per usare tolleranza nei confronti degli immigrati irregolari. Diversamente, scrive la I Sezione civile nella sentenza 5856, si "finirebbe col legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia".

"L'articolo 31 del TU non può essere diretto a salvaguardare la normale situazione di convivenza dei minori con il proprio genitore essendo invece essa correlata esclusivamente alla sussistenza di situazioni particolari, le quali non possono assumere carattere di normalità e stabilità collegate al ciclo scolastico".

Inoltre, il fatto che i bambini "si siano inseriti con profitto nella scuola e che ivi abbiano rintracciato stabili amicizie non è circostanza eccezionale né  transeunte, poiché la scolarizzazione dei minori medesimi fino al compimento dell'istruzione obbligatoria rappresenta un'esigenza ordinaria, collegata al loro normale processo educativo-formativo".

Secondo la Cassazione, “la necessità di garantire al minore che il suo ordinario processo educativo, formativo o scolastico, si realizzi con l'assistenza del genitore che merita invece di essere allontanato dal territorio italiano” è subordinata “al più generale interesse della tutela delle frontiere, che si esprime nelle esigenze di ordine pubblico che convalidano il decreto di espulsione".

I giudici prendono anche le distanze da una precedente pronuncia che aveva dato l'ok agli irregolari a rimanere nel nostro Paese per stare con i figli in età scolare. "Quella decisione – si legge nella sentenza - ha offerto una lettura apparentemente estensiva ma in realtà riduttiva, in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo ".

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